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ANTROPOLOGIA DELLA SCRITTURA199

FACCIA POSTERIORE DELLA TAVOLETTA G (SMALL SANTIAGO)

     Jaussen fu altresì in grado di rintracciare tra i lavoratori nelle piantagioni di Tahiti un certo Metoro Tauara, nativo dell'isola di Pasqua e sedicente istruito, in quanto di nobile estrazione, nella conoscenza della scrittura rongorongo. Il vescovo, sottoposte le sue prime quattro tavolette a Metoro, cominciò trascriverne piuttosto fedelmente la recitazione, oggi nota come "canto di Metoro".

     Metoro pronunciava le sue letture seguendo le linee in ordine bustrofedico, cioè cambiando verso alla fine di ogni riga. Una particolarità del rongorongo è infatti quella di essere una scrittura bustrofedica e rovesciata, vale a dire che alla fine di ogni riga per continuare la lettura si dovrebbe capovolgere la tavoletta. Il fatto che Metoro non abbia capovolto le tavolette indica, secondo Thomas Barthel, la sua abilità nel riconoscere i segni anche capovolti.


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