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SPELEOLOGIA IN CAVITA’ ARTIFICIALI

La speleologia urbana, o meglio la speleologia in cavità artificiali è una branca della speleologia che rivolge il suo interesse agli ambienti sotterranei realizzati dall’uomo nel suo lungo progredire verso le forme attuali di civilizzazione; si ha l’occasione di ripercorrere, così, la storia dell’uomo attraverso lo studio di ambienti sotterranei realizzati in epoche e con funzioni diverse.
Le indagini che lo speleologo svolge in cavità artificiali sono indirizzate all’
individuazione geografica e tipologica dell’ipogeo, all’analisi delle tecniche progettuali e degli utensili impiegati, alla comprensione degli scopi primari e secondari che hanno motivato la realizzazione di tali opere, alla comparazione fra lo status attuale del territorio e quello antecedente le modificazioni.
La riscoperta, lo studio e la documentazione di strutture ipogee dimenticate, talvolta perché ormai inutilizzate, riveste grande interesse dal punto di vista storico, sociale ed antropologico. Non di rado, si riscoprono opere che da tempi antichi o antichissimi continuano a fornire un prezioso ma ignorato contributo al controllo del territorio, specialmente in termini di gestione delle acque.
Quest’attività, inizialmente denominata speleologia urbana perché svolta essenzialmente nel sottosuolo delle città, si sviluppò in Italia già a partire dagli anni sessanta, grazie alla grande ricchezza di reperti del nostro sottosuolo e all’
intelligente curiosità culturale di alcuni speleologi.
Successivamente, a fronte dell’evidenza di un elevato numero di cavità artificiali anche in ambienti extraurbani, si preferì adottare l’attuale denominazione di “speleologia in cavità artificiali”, la quale meglio indica la natura onnicomprensiva di quest’attività. L’ambito di applicazione è sicuramente molto ampio:
opere idrauliche (acquedotti o pozzi), opere civili o militari (camminamenti, bastioni, polveriere o sortite), opere di culto (tombe o sepolcri) ed infine opere finalizzate all’attività estrattiva (miniere) particolarmente presenti nel territorio della nostra provincia, soprattutto in Valtrompia.