Giovedì 3 agosto 2023

     

    XVII settimana Tempo Ordinario

     

    Aforisma S. Curato d’Ars

    “Non bisogna mai disprezzare i poveri, perché questo disprezzo ricade su Dio”.

     

    Preghiera del giorno

    O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

     

    Santo del giorno

    S. Martino Eremita

    Martino viveva da solo in una grotta sul monte Massico, a nord dell’odierna Mondragone (Caserta). Si dice di lui che abbia miracolosamente resistito alla mancanza di acqua, che abbia sopportato la compagnia del demonio sotto forma di serpente per tre anni, ogni giorno, e si sia incatenato una caviglia alla roccia, all’inizio della sua permanenza nella grotta, così da poter resistere al primo impulso di fuga.

    S. Benedetto a Montecassino, dove forse Martino era monaco, seppe di quest’ultima penitenza e gli mandò il seguente messaggio: «Se tu sei servo di Dio, ti trattenga la catena di Cristo, non una catena di ferro».

    Di conseguenza quando sentì che i suoi compagni si lamentavano perché la fune del secchio del pozzo era consumata, Martino, che era attento alle osservazioni ma anche parsimonioso, si tolse la catena e la diede a loro.

     

    Parola di Dio del giorno Matteo 13,47-53

    In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi.

    Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?».

    Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Terminate queste parabole, Gesù partì di là.

     

    Riflessione Detti e fatti dei Padri del nuovo deserto

    La vecchiaia si faceva sentire per abba Doroteo: le gambe non lo sorreggevano più e gli occhi gli servivano poco. Ma ricordava d’aver recitato molte volte le parole del salmo: “Nella vecchiaia porteranno ancora frutti”. Ogni giorno perciò trascorreva un paio d’ore sulla piazzetta davanti al monastero, per poter dire una buona parola a passanti, studenti o giovani lavoratori.

    Uno di questi un giorno sedette vicino all’abba, prese coraggio e confidò: “Abba, chiedo a te, perché non so a chi altri aprire il mio cuore. Conosco una ragazza e questa comincia a piacermi. Non so come regolarmi. Sarà quella con cui potrò vivere la mia vita?” L’abba dopo un po’ di silenzio, gli disse: “Figlio mio, fai bene a fare domande come questa, le cose grandi infatti non vanno affrontate da solo.

    Ti dico: prima di manifestare i tuoi sentimenti alla ragazza, assicurati che abbia il santo timore di Dio”. E il giovane: “Che cos’è? E io ce l’ho?”. Doroteo sospirò e disse: Vedi se la ragazza crede in Dio. Lo vedrai non da quel che dice, ma da come vive i suoi comandamenti. È fondamentale, altrimenti non saprai mai fino a che punto potrai fidarti di lei. Ciò vale anche per lei nei tuoi riguardi.

    Anche tu assicurati perciò di aver saldo il santo timor di Dio. Se lo avrete, potrete camminare insieme con gioia, e, se vi sposerete, nella vostra casa ci sarà sempre con voi Gesù, Figlio di Dio, e sarà garanzia sicura”. Il giovane ringraziò e si allontanò correndo per non arrivare in ritardo al suo lavoro.

     

    Intenzione di preghiera

    Per gli anziani che si sentono inutili e finiti, perché ricordando le parole del salmo: “Nella vecchiaia daranno ancora frutti” non si perdano d’animo e rinnovino la fede in Dio e l’amore ai fratelli.

     

    Don’t Forget! Storia dei Martiri cristiani

    Le Luminose Testimonianze dei Martiri Messicani

     

    SALVADOR LARA PUENTE: Nato a Berlín, stato di Durango, nella parrocchia di Súchil il 13-8-1905, questo giovane laico, alto e robusto, dedito allo sport della «charrería» (el charro o vaquero è il cowboy messicano) educato con tutti, rispettoso e affettuoso con la madre vedova; onesto e responsabile come impiegato in una ditta mineraria, viveva la fede con purezza, dedicandosi all’apostolato nell’Azione Cattolica della Gioventù Messicana. Quando giunsero i soldati per arrestarlo, con Manuel e David, rispose semplicemente: «Eccomi». Si incamminò insieme al cugino David fino al luogo dell’esecuzione dove scoprì che il parroco P. Batis e l’amico Manuel Morales erano stati fucilati poco prima di loro. Mentre pregava, venne fucilato a sua volta, rivelando la sua tempra di cristiano e martire.
    Padre JESUS MENDEZ MONTOYA. Nacque a Tarímbaro (stato di Michoacán il 10-6-1880, era vicario di Valtierrilla, Guanajuato. Dedicò la sua vita di sacerdote completamente sé stesso agli altri e non lesinò mezzi per intensificare la vita cristiana tra i suoi fedeli. Confessava per lunghe ore, contribuendo a formare autentici cristiani. Viveva con i poveri, era catechista e guida per operai e contadini; come maestro di musica organizzò un coro per le celebrazioni. Il 5-2-1928 i federali si diressero alla casa in cui si nascondeva Padre Jesús, che volendo salvare le Ostie consacrate, chiese e ottenne gli venisse concesso di consumare il SS. Sacramento. Poi a una sorella disse: «E ora che si compia la volontà di Dio». I soldati lo condussero fuori dell’atrio della chiesa e lo uccisero con tre colpi di fucile.
    MANUEL MORALES. Nato a Mesillas, (stato di Zacatecas) l’8-2-1898 questo giovane era un vero cristiano: sposo fedele, affettuoso coi 3 figli piccoli, buon lavoratore, dedito all’apostolato e a un’intensa vita spirituale. Membro dell’Associazione Cattolica Gioventù Messicana e presidente della Lega Nazionale a Difesa della Libertà Religiosa, cercava di ottenere l’abolizione della legge Calles. Il 15-8-1926 quando seppe che il suo parroco era stato preso, riunì i giovani per decidere il da farsi, ma giunsero i governativi ed egli si presentò: «Sono a vostra disposizione!». Lo colpirono con ferocia e fu portato fuori città col Parroco che chiese la grazia per lui che aveva famiglia. Manuel rispose: “Dio si occuperà di mia moglie e dei miei figli». E poi: «Viva Cristo Re e la Vergine di Guadalupe!». E venne fucilato.

     

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