Varni (Gorreto)

Foto di Marco Gallione

Varni è un piccolo borgo all’interno del comune di Gorreto, a 916 m s.l.m., a circa 60 km, da Genova. Nonostante il paese sia situato in Val Terenzone, la via per raggiungerlo dopo Due Ponti svolta al bivio per Cassingheno, oltrepassa Carpeneto e Fascia, fino a questo grazioso gruppo di case, disposte in due nuclei principali disposti verticalmente su un fianco della testata della valle. I residenti della frazioncina sono 5, ma sono molti di più gli originari del paese che rimangono legali alle loro origini e raggiungono le loro case non appena e possibile.

Come si viveva:

Per capire meglio quali erano le reali condizioni di vita prima che molti dei suoi abitanti emigrassero altrove abbiamo incontrato Renato, nativo di questa frazione, per farci raccontare come ha trascorso gli anni della sua giovinezza tra scuola, balli e tanta, tanta fatica. Renato Crosetti ricorda: “Olio d’oliva non ce n’era, Si faceva l’olio di nocciole: ci volevano 10 chili di nocciole per un litro d’olio, E a noi l’olio serviva anche per i lumi, per la luce in casa, la luce elettrica non c’era, così come l’acqua, che è arrivata diretta nel ’56/’57. Le nostre mamme andavano a lavare i panni in una fontana a mezz’ora di strada. Se avevano un mulo si facevano aiutare da quello, altrimenti mettevano la conca in testa”,
Per muoversi, perciò, si usavano le gambe! Si andava sempre e solo a piedi; per chiamare il medico, per andare ai balli o per partecipare a fiere.
“Il medico era a Rovegno e, solo per avvisarlo, occorrevano due ore di cammino. Per tornare altre due: lui a cavallo e noi a piedi. Se servivano anche le medicine si doveva tornare a Rovegno, perchè solo lì c’era la farmacia. Per andare a qualche festa a Bogli o Carrega, praticamente solo la domenica, si camminava anche 3 ore per andare e 3 per tornare, ma si faceva volentieri”,
E quanta fatica andare a far la fiera: “Andavamo ad Ottone e il viaggio era duro; tutto quel poco che avevamo da vendere lo portavamo in spalla per ore. Ci si andava per vendere, ma anche per barattare. Portavamo le uova, per avere in cambio il sale”. Anche da Genova si era distanti: “Finché siamo andati a piedi ci volevano 11 ore da Prato a Varni; poi con la corriera, negli anni ’40, ci volevano 4 ore per arrivare fino ad Ottone.
Con il suo racconto autentico sembra che Renato ci voglia rendere partecipi del senso di quella loro vita povera e stentata, ma profondamente dignitosa, degna a pieno titolo di esser ricordata nel nostro tempo. E con le stesse parole, peró, sembra voglia trasmetterci il sentimento forte che lo lega ancora a quei gruppi di case e a quei sentieri che sono stati la sua vita.

(Fonte: N° 14 – Aprile 2008 del periodico “Le voci dell’Antola”)

Varni: una piccola realtà, una grande forza

Varni è una piccola frazione del comune di Gorreto. Geograficamente si trova in Val Trebbia, alle pendici del monte Carmo, proprio sotto Casa del Romano. La leggenda vuole che questo piccolo paesino nasca come rifugio per banditi dato che, grazie alla sua posizione arroccata su un costone di roccia, nascosta dalla conformazione montuosa e dalla fitta vegetazione, sia difficilmente visibile. La Storia e i fatti ci raccontano anche di fatica, lavoro, di sacrifici, di campi e di bestie.
Nelle terre dove oggi sorge il nuovo Osservatorio Astronomico “Parco Antola – Comune dl Fascia” appena inaugurato, ad esempio, i nostri nonni raccontano che andavano a fare il fieno per l’inverno; la vita del contadino, insomma, quella che caratterizza il passato della gran parte dei paesi della Val Trebbia. Come quasi tutte le località di questa bellissima valle, negli anni 60′-70′ si assiste migrazione dalla campagna a Genova o nel basso Piemonte: questo passaggio rappresenta la ‘”morte del mondo contadino, A poco a poco chiudono le due osterie e il paese si spopola, diventando più che altro un luogo di soggiorno estivo per le sole famiglie originarie del posto. Infatti, a causa dell’assenza di una strada carrabile, che arriverà fino in paese solo verso la metà degli anni ottanta e solo nei primi anni novanta verrà completamente asfaltata, Varni non ospiterà nessun Villeggiante” . Proprio per ovviare alla mancanza di un luogo di ritrovo e per continuare a coltivare e nutrire il tessuto sociale del paese, nel 1977 viene fondata l’Associazione Amici di Varni. Essa nasce come mezzo di aggregazione e come ponte tra il vecchio e il nuovo modo di fare e vivere la campagna. Tramite l’AAV si organizzano numerosi eventi e attività e il paese sembra vivere di una nuova linfa. Nei primi anni ’80 viene costruita dai soci una struttura adibita ad ospitare tornei, manifestazioni e soprattutto l’annuale festa del paese. Il rigido inverno del 1987 la fa crollare, ma non ci si dà per vinti e in poco tempo viene ricostruito un complesso in muratura. Ora anche Varni ha il suo “ballo” nuovo, Il nuovo millennio vede una nuova fase di declino, purtroppo si è sempre meno: chi non c’è più, chi, per problemi di lavoro, ha sempre meno tempo per poter tornare al proprio paese. L’Associazione sembra morire di una lenta agonia e, se non fosse per qualche socio coriaceo, anche la festa del paese, quella che rappresenta in modo più emblematico la tradizione, andrebbe perduta. Nel 2008, invece, un gruppo di ragazzi decide di rimettere insieme quel che resta dell’AAV: la sfida è grande e per tutti loro la posta in gioco è alta e importante; si tratta di mantenere vive le tradizioni di un paese, la continuità di un piccolo mondo. Oltre a Piero (Presidente dell’Associazione) Francesca, Roberta, Michela, Manuela, Elisa, Andrea e Filippo sono gli altri protagonisti di questo nuovo impegno. Di anno in anno si è cresciuti e si è cercato di offrire sempre di più agli associati e al paese. Compito spesso arduo perché a volte accontentare tutti non è sempre impresa facile. Ovviamente il periodo di maggiore attività è quello estivo, momento in cui il paese si ripopola. Come trent’anni fa l’obiettivo è quello di trascorrere insieme le vacanze e i momenti di festa.
La stagione si apre sempre ad agosto, con la più importante riunione dei soci e durante tutto il mese si organizzano numerosi tornei di carte e di bocce, una gara di torte e alcune cene. Sfortunatamente per ora questi eventi vedono la sola partecipazione dei varnesi. Si sta comunque lavorando per organizzare manifestazioni e attività che possano interessare e coinvolgere anche pubblico di località limitrofe. Naturalmente durante l’estate i consiglieri dell’Associazione si occupano di piccoli e grandi lavori di manutenzione e pulizia del “ballo” e del “loccio”, locale della canonica dove spesso i varnesi si radunano per eventi meno numerosi, oltre che delle strade del paese.
In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e per celebrare il trentennale della posa del cippo dedicato alla memoria dei partigiani e delle genti di queste valli, che durante la guerra di liberazione hanno fornito a scapito della propria vita aiuto e supporto, lo scorso 28 agosto si è organizzata una sentita manifestazione commemorativa: la partecipazione è stata numerosa, oltre che di tutto il paese, anche di numerosi membri dell’Anpi, delle autorità locali. È stata posta la targa celebrativa, realizzata per l’occasione, e la giornata si è conclusa con un piccolo rinfresco offerto dai varnesi.
La festa del paese, dedicata al Santo Nome di Maria, che si festeggia generalmente il secondo sabato di settembre, è l’evento più sentito dell’anno. In un certo senso è la chiusura della stagione estiva e l’occasione per i varnesi di dare lustro al paese. In passato le celebrazioni della festa, che univano l’aspetto religioso e quello laico, duravano anche tre giorni. A quell’epoca erano sufficienti una fisarmonica, una chitarra e un piffero; anche i ballerini non avevano tante pretese, si ballava sui pavimenti scoscesi delle aie e sulla terra battuta delle case. Il ballo era costruito ogni anno ex novo: si usava, come era usanza in molti altri borghi delle nostre vallate, delimitare lo spazio del ballo con delle frasche (fronde degli alberi). A turno, durante i tre giorni della festa, ogni famiglia ospitava i musicanti, amici e sconosciuti che venivano dai paesi vicini per divertirsi, Con la nascita dell’Associazione si è dato il via alla tradizione delle grandi orchestre romagnole, Nicoluccl, Bergamini, Gramellini e tanti altri. È infatti uso ancora oggi, finita la serata danzante, girare per le case del paese in cui vengono offerti buon vino e torte casalinghe per condividere canti e risate. E il luogo di ritrovo è diventato il nuovo “ballo”. Il primo novembre, in occasione della festività di Ognissanti, ci si riunisce ancora una volta. Si chiudono le case in previsione dell’inverno e generalmente si conclude la serata con un mangiata. Durante la stagione invernale le attività in paese subiscono una battuta d’arresto. Si torna alla quotidianità della vita, il lavoro, la scuola, gli impegni vari. Si ritorna “cittadini”. Inoltre a causa della neve la strada è spesso impraticabile. Tuttavia non sono pochi i temerari che nel corso degli anni hanno deciso di salutare il nuovo anno nel “Loccio”, la storica sede dell’Associazione che funge da bar e luogo di ritrovo. Durante la stagione invernale comunque l’attività del Consiglio non si ferma. A cadenza mensile ci si riunisce per discutere, scambiarsi idee e opinioni e soprattutto organizzarsi in vista della stagione estiva. Ogni occasione è buona comunque per continuare a vedersi, a passare un po’ di tempo insieme e a condividere esperienze ed emozioni, anche a Genova. Oggi Varni è soprattutto un luogo di villeggiatura estiva, ma per i suoi abitanti rappresenta molto di più: sono le radici, il luogo dell’Infanzia e il punto di ritrovo di amici, famiglie, affetti, nonni II paese è piccolo e può contare praticamente sulle sole risorse messe a disposizione dai suoi abitanti, ma è proprio questa la sua grande forza e il collante che nel bene e nel male ci unisce e ci spinge a continuare, oltre, ovviamente, all’amore per questo luogo per noi magico.

Manuela Montignani , Associazione “Amici di Varni”

(Fonte: N° 28 Ottobre 2011 del periodico “Le voci dell’Antola”

Se vuoi mandare un tuo contributo su Varni scrivi a collabora@altavaltrebbia.net

Lascia un commento