Escursione di giornata al Castello di Rivalta e al borgo di Bobbio (PC) – Emilia Romagna

Passeggiando tra antichi manieri e misteriose leggende

Se siete in cerca di una meta insolita per una gita di giornata a pochi chilometri da Milano, ho la soluzione giusta per voi: raggiungete il borgo di Rivalta, visitate il suo castello e godetevi un bel pranzetto in piazzetta. Poi raggiungete Bobbio, visitate il borgo e andate alla scoperta del Ponte del Diavolo e delle sue leggende. Non rimarrete delusi.

Borgo di Rivalta

Sono passati sei anni dalla mia prima visita a Rivalta, eppure mi sembra ieri. Tutto è rimasto incantevolmente immutato nel tempo: i suoi vicoletti, il profumo dei fiori e l’atmosfera romantica che ti abbraccia appena superato l’arco d’accesso.

La chiesina del borgo questa volta è aperta e il piazzale antistante è un brulichio di donne elegantemente vestite, con tanto di cappellini in perfetto stile british, e uomini in tait: qui oggi si celebra un importante matrimonio e io… sì, lo ammetto. Ripenso a sogni passati e non ancora realizzati. Ma questa è un’altra storia…

Oggi con me c’è la mia amica Maria Rosaria e il nostro programma prevede una visita al castello di Rivalta, pranzo e poi visita a Bobbio, un altro dei borghi più belli d’Italia distante solo una trentina di chilometri dalla nostra prima tappa.

Castello di Rivalta

Varcare la soglia d’ingresso del Castello di Rivalta è come fare un tuffo nel passato. 
Saloni affrescati ed elegantemente arredati accolgono il visitatore che, ahinoi, non può fare foto. Trattandosi di una residenza privata e ancora oggi abitata, la proprietà preferisce mantenere un certo riserbo sugli interni quindi, per questa volta, dovrete fidarvi ciecamente di me e del mio racconto per convincervi ad andare a visitarla…

La sala d’ingresso colpisce indubbiamente per il grande affresco dello stemma di famiglia, anche se ad attirare la nostra attenzione, oggi, sono i tavoli elegantemente imbanditi per il banchetto nuziale. 

La sala da pranzo della famiglia, qui trasferita insieme alle cucine attorno al 1830, colpisce per la volta, realizzata per sostenere la torre, per il meraviglioso e imponente centrotavola in marmo bianco, e per la collezione di piatti che riempiono un’intera parete della stanza.

Andando oltre, si arriva nella cucina dei rami, così chiamata per via delle innumerevoli pentole, padelle e formine in rame che ne riempiono le pareti. Curioso è il girarrosto automatico, così come le grandi dimensioni del mortaio per il sale, utile per sminuzzare i blocchi del prezioso cristallo che qui arrivavano fino al Medioevo.

Stando in cucina è impossibile non parlare del fantasma del castello: il cuoco Giuseppe. La leggenda narra che fosse un grande seduttore, ma che si innamorò della donna sbagliata, ovvero la moglie del maggiordomo. Quest’ultimo, scoperta la tresca, uccise il cuoco e lo fece trovare impiccato nel pozzo, facendo così passare il gesto come suicidio. Da quel giorno lo spirito dello chef aleggia per le stanze del castello, tanto che anche la principessa Margaret, sorella della Regina Elisabetta d’Inghilterra e spesso ospite del castello di Rivalta nei mesi estivi, ha raccontato di aver assistito a strani fenomeni legati in particolar modo alla cucina.

Proseguendo il tour si arriva alla cantina: nata come scuderia, nel 1505 cambiò destinazione d’uso e venne dotata di un enorme torchio ancora visibile e di catini di filtraggio. 

Durante la nostra visita, la sala veniva allestita per le danze del banchetto in programma e devo confessarvi che non mi sarebbe affatto dispiaciuto restare a divertirmi in quell’ambiente così diverso dal solito e allo stesso tempo ospitale. 

Tutt’altro che ospitali erano invece le celle: utilizzate fino al 1500 (poi la famiglia decise di passare direttamente alle esecuzioni e di trasformarle in magazzini), erano di piccole dimensioni nonostante l’elevato numero di prigionieri che vi erano gettati all’interno tramite le botole poste sul soffitto…
Se non soffrite di claustrofobia, dateci un’occhiata ma senza attardarvi troppo…
Sia mai che il fantasma Giuseppe decida di giocarvi un brutto tiro 😜

Dall’oscurità delle celle, salendo un paio di rampe di scale, si passa allo splendore della Galleria della Musica, dove sono custoditi i diversi strumenti musicali del conte Orazio Zanardi Landi che ancora qui risiede. 

Proseguendo, si arriva alla stanza che ospita la collezione di 104 stampe risalenti all’epoca dei Gran Tour d’Europa cui partecipavano i giovani rampolli di buona famiglia. Questi erano soliti acquistare queste stampe per ricordare il viaggio fatto e le città visitate, proprio come fossero cartoline o polaroid, ma più costose. Si tratta infatti di stampe in serie dipinte ad acquarello, puntinate per consentire alla luce di passare e retroilluminate. Una vera chicca assolutamente da non perdere.

Per gli amanti della storia e delle antiche battaglie, poi, da vedere sono anche la collezione delle divise militari e la sala in cui sono racchiusi i resti dell’antica battaglia di Lepanto del 1571.

Per concludere il tour non vi resta che raggiungere la cima della torre per ammirare lo splendido panorama sulle colline piacentine e scattare qualche bella foto degli esterni del castello.

Vediamo quanti, come noi, cedono alla tentazione di farsi fotografare da un’arcata all’altra…

Il borgo

Conclusa la visita e dopo aver ammirato i giardini del castello, con tanto di piscina con vista, ci immergiamo nel piccolo borgo.
Si compone di sole tre vie, quindi ci metterete un attimo a scoprirlo tutto; vi occorrerà molto di più, però, per catturarne tutti i dettagli che lo rendono unico e, soprattutto, per togliervelo dalla testa una volta tornati a casa. Di questo ne sono certa.

Caffè di Rivalta: un buon pranzetto nel borgo

E se, come noi, scegliete di visitare il castello nel corso della mattinata, approfittate dell’occasione per mangiare in uno dei locali presenti nel borgo. Noi scegliamo il più semplice ma validissimo caffè di Rivalta, dove degustiamo degli ottimi ravioloni agli asparagi e crescenza, un tiramisù e una macedonia spendendo, con l’aggiunta dell’acqua, 18€ a testa.

Tra un borgo e l’altro

Conclusa la visita a Rivalta, recuperiamo la macchina e iniziamo a percorrere i 30 km che ci separano da Bobbio. La strada è di quelle che piacciono a me: neanche un rettilineo e tanto piacere di guida. 

Sì, lo so. Io ho una Hyundai i10, pensata per la città e non certo per il piacere di guida, ma mi sono comunque divertita, sempre nel rispetto del codice della strada naturalmente… 

E poi è delle giuste dimensioni per potersi fermare ovunque, anche quando la tua compagna di viaggio ti fa notare una graziosa chiesina e un’antica rocca semi abbandonata all’ultimo minuto.

Tac: manovra, “parcheggio” e via a vedere anche questi tesori inaspettati.

ll borgo di Bobbio

Arrivate a Bobbio, iniziamo subito a vagare senza meta per i suoi vicoli.

Dopo una pausa caffè ristoratrice, iniziamo a visitare alcune delle piazze e dei monumenti più importanti: il Porticato di Santa Fara, l’Abbazia di San Colombano (non abbiamo avuto modo di visitare l’interno causa matrimonio in corso, ma abbiamo potuto ammirare le due splendide Alfa storiche parcheggiate sul sagrato), il Santuario della Madonna dell’Aiuto, Piazza Duomo e il Castello Malaspina (piuttosto spoglio, ma comunque da vedere). 

Il Giardino segreto di Bobbio

Girovagando, ci imbattiamo poi in un vero “Giardino segreto” dedicato all’Imperatrice Sissi in cui sono custodite e coltivate ben 50 differenti tipologie di rosa. Chiediamo di poter fare due foto, che ovviamente diventano una ventina, e ci riempiamo i polmoni del loro profumo…
Quanto mi piacciono questi luoghi nascosti e inaspettati!

Il Ponte del Diavolo di Bobbio

Per concludere la nostra visita, ci dirigiamo all’antico Ponte Vecchio o Ponte Gobbo, conosciuto anche come Ponte del Diavolo. Probabilmente è di epoca romanica, è lungo 280 metri e presenta 11 archi diseguali tra loro.

Circa la sua realizzazione, circolano diverse leggende. Ecco quella che mi è stata raccontata diverso tempo fa: si racconta che San Colombano, arrivato in città per evangelizzare la popolazione e costruire un monastero, strinse un patto con il diavolo per riuscire a costruire un ponte che gli permettesse di raggiungere la sponda opposta del fiume Trebbia. 

Il maligno promise al Santo di costruirlo in una sola notte in cambio dell’anima del primo essere vivente che lo avrebbe attraversato il giorno successivo. 

San Colombano accettò l’accordo e il diavolo, assistito da undici diavoletti, costruì l’opera (la diversa altezza degli archi si deve alle differenti stature dei demoni chiamati a sostenerli durante la realizzazione). 
Il giorno seguente il Santo, per mantenere fede al patto, fece attraversare il ponte da un gatto nero (ma c’è chi sostiene che si trattasse di un cane e chi parla addirittura dell’orso del Santo): la cosa naturalmente mandò il diavolo su tutte le furie, tanto che questi tirò un calcio al ponte rendendolo sghembo per sempre.

Leggenda a parte, quel che è certo è che questo ponte merita assolutamente di essere visto!

E se decidete di andare a Bobbio nei mesi estivi, sappiate che potrà fornirvi riparo dal sole mentre vi godrete un pediluvio ristoratore nelle cristalline acque del Trebbia.

Mica male come idea, non trovate?

Info utili

Località

Castello di Rivalta e Borgo di Bobbio – Piacenza
16/45 km da Piacenza
59/74 km da Pavia
83/109 km da Parma
94/120 km da Milano

Data viaggio

04 giugno 2022

Con chi ho viaggiato

con un’amica

Un’auto, un viaggio

Questa volta abbiamo viaggiato a bordo della mia Hyundai i10

Chi può affrontare questo viaggio

La visita al Castello di Rivalta e al Castello Malaspina possono risultare difficoltose, se non proibitive, per chi soffre di problemi di deambulazione a causa delle numerose scalinate presenti

Dove mangiare

Noi abbiamo pranzato al Bistrot nel Borgo di Rivalta: servizio e piatti semplici, ma buoni

Dove dormire

Per chi lo desidera c’è la possibilità di dormire all’interno del Borgo di Rivalta

Cosa vedere nei dintorni

I Castelli del Ducato di Parma e Piacenza sono uno più bello dell’altro, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Io vi suggerisco il Castello di Tabiano, Grazzano Visconti, Borgo di Vigoleno, Castello di Scipione

Note

L’ingresso e la visita guidata al Castello di Rivalta hanno un costo di 14€, l’ingresso al Castello Malaspina di Bobbio ha un costo di 2,50€

2 Comments

  1. Oggi io e il mio ragazzo ci siamo goduti una bellissima gita fuori porta, prima all’incantevole borgo medioevale di Grazzano Visconti, dove abbiamo pranzato con i cibi tipici, e poi nel vicino borgo di Bobbio, grazie per tutti i meravigliosi consigli e idee di questo articolo ! 😁

    1. Grazie a te Sara per aver trovato il tempo di scrivere questo messaggio.
      Sono davvero felice di esservi stata utile e che abbiate scoperto questi incantevoli luoghi.
      Al prossimo viaggio
      Francesca
      🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *