Nei prossimi giorni di questo calendario dell’avvento voglio condividere i 10 punti del Manifesto della comunicazione non ostile.
“Virtuale è reale” è il primo punto.

Il Manifesto è il risultato del lavoro di Parole Ostili, un progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza delle parole.

Dal momento che qui stiamo parlando di comunicazione, in particolare quella aziendale, vi racconterò il Manifesto nella versione declinata per le imprese.

Iniziamo.
Ripeti a voce alta questo primo punto:

Virtuale è reale

“So che ogni parola in rete ha conseguenze concrete e può costruire o distruggere relazioni reali. Modero i toni e valorizzo l’empatia, l’ascolto rispettoso e, se è il caso, lo humor. Sono coerente e mantengo le promesse fatte online.”

Il Manifesto della comunicazione non ostile per le aziende

Lo dicevo anche nella riflessione di ieri: quello che succede online ha il potere di condizionare l’offline. E se non si presta attenzione, può rovinare la reputazione e la credibilità di un’azienda.

Il fatto che le relazioni online non comportino una stretta di mano o il guardarsi negli occhi, non significa che l’autenticità richiesta sia minore.

Per un’azienda la comunicazione online può rappresentare il primo incontro con un potenziale target o un percorso di acquisizione della fiducia che lo porterà a diventare cliente.
Quello che fai online, ma soprattutto come lo fai, è fondamentale, perché ti fa risparmiare tempo. Fatica no, quella non te la leva nessuno, se vuoi comunicare bene.

Raccontare il tuo lavoro con onestà, trasmettendo quello che sai e come lo metti in pratica, porta le persone a studiarti da lontano, senza doversi esporre. Giorno dopo giorno diventi per loro un punto di riferimento, imparano a conoscerti e a fidarsi di te e della tua azienda.

Quando avranno bisogno di beni o servizi che tu fornisci, sarà molto probabile che, se hai fatto un buon lavoro, pensino a te e passino direttamente all’acquisto: il ghiaccio infatti è già stato rotto, senza che tu te ne accorgessi, perché non ti ha richiesto altre risorse se non quelle necessarie per comunicare la tua azienda.

A quel punto, però, quello che il tuo cliente trova, deve essere coerente con quello che hai raccontato.

La marcia in più della maternità

Ai bambini lo raccontiamo in modo diverso, ma il succo è sempre quello:

Virtuale è reale

La rete non è un gioco. È un posto diverso, ma è tutto vero.
E anche in rete ci sono i buoni e i cattivi: bisogna stare attenti!

Il Manifesto della comunicazione non ostile per l’infanzia

Come genitore devo insegnare ai miei bambini a riconoscere i buoni dai cattivi, anche in rete.
Questa responsabilità, una volta che come azienda decidi di puntare sulla comunicazione, diventa anche la tua. Quando un cliente incontra un cattivo prima o poi se ne renderà conto e dobbiamo sperare che, nel mentre, non si faccia troppo male.

Tu hai il dovere di costruire il tuo spazio tra i buoni.
Solo così potrai avere buoni clienti.

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