SCIA & decoro architettonico

SCIA & decoro architettonico - Studio Mancuso - Firenze

Il decoro architettonico  ha la sua valenza e rispetto anche in contesti che non vedano implicati immobili di pregio storico ed artistico, ma anche di semplici fabbricati condominiali e quindi può essere un motivo per negare la SCIA, ma unicamente se ben argomentato.

Il Comune può entrare nel merito del rispetto del decoro architettonico e prendere di conseguenza una posizione determinate per il rilascio di un titolo edilizio.

Il caso

Relativamente a questo tema c’è una recente sentenza del Tar Toscana, n. 1019/2023, affronta il tema, spesso controverso, dell’ingerenza di un Comune nell’ambito del rispetto del decoro architettonico dei fabbricati.

La decisione del Tar riguarda l’annullamento di un’ordinanza emessa dalla Direzione Urbanistica – Servizio Edilizia Privata di un Comune, che conferma il divieto di prosecuzione dei lavori e ordina il ripristino di determinate opere.

Il ricorrente, proprietario di un’unità immobiliare, aveva presentato una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per un ampliamento del balcone, da realizzare in simmetria ed in allineamento con il balcone adiacente (appartenente ad altro condominio), ma il Comune aveva emesso un divieto basandosi sulla presunta violazione della disciplina del decoro architettonico.

Il privato sosteneva che la motivazione del parere negativo della Commissione Edilizia fosse carente poiché non specificava in modo adeguato le ragioni del diniego.

Parere del TAR

Tar Toscana si esprime evidenziando che occorre dettagliare e motivare con cura il diniego della SCIA per violazione del decoro architettonico calato in un ben determinato contesto.

Il tribunale concorda con il ricorrente, premettendo che:

La nozione di decoro architettonico, fa riferimento alla preservazione di determinate linee armoniche dell’edificio o di un determinato “stile” del fabbricato rispetto ad innovazioni atte ad alterarne composizione e tratti.

Si tratta di una nozione elastica che viene ad assumere un significato concreto ed intellegibile solo se calata in un determinato contesto.

Viene pertanto chiarito che la motivazione della decisione impugnata è effettivamente priva degli elementi di giudizio necessari a comprendere il percorso argomentativo sotteso alla valutazione negativa del Comune.

Infatti il tribunale critica la mancanza di specifiche puntualizzazioni riguardo ai caratteri architettonici compromessi dall’opera proposta e alla mancanza di tutela specifica dell’edificio in questione.

Il Tar fa notare che l’ampliamento comporta un allineamento del fronte del balcone in questione con quello dell’appartamento vicino, eliminando così una preesistente disomogeneità dimensionale fra i due aggetti senza determinare la creazione di alcun nuovo elemento di singolari proporzioni.

Alla luce di questo il Tar decide di accogliere il ricorso del richiedente, annullando gli atti impugnati (l’ordinanza e altri atti correlati) e condannando il Comune a rifondere le spese legali al ricorrente.

Il rilascio di un titolo edilizio in rapporto al rispetto del decoro architettonico

Risulta importante evidenziare che la sentenza in questione, in apparente contrapposizione a giudizi e orientamenti precedenti della giurisprudenza, non implica una generalizzazione assoluta che vieterebbe l’uso del decoro architettonico per negare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

Si ritiene opportuno evidenziare che in caso di rifiuto basato sul decoro architettonico, è necessario che la motivazione contenga elementi specifici e puntuali.

Nel caso in questione il tribunale ha criticato la mancanza di specifici dettagli sulla violazione del decoro architettonico e ha evidenziato la necessità che la motivazione indichi chiaramente quali sono i caratteri specifici o lo stile architettonico dell’edificio che verrebbero compromessi dall’opera proposta.

Conclusioni

Sulla base di questa sentenza ci porta a concludere e riflettere che il decoro architettonico può essere un valido motivo di rifiuto di una SCIA, ma la motivazione deve essere ben argomentata e basata su elementi concreti che dimostrino come l’intervento proposto violi effettivamente il decoro architettonico dell’edificio o del contesto circostante.

In mancanza di dettagli e puntualizzazioni specifiche, il rifiuto potrebbe essere annullato in sede di ricorso.

fonte: biblus