Università | 30 Novembre 2023
Le nuove figure lavorative con l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale

Le nuove figure lavorative con l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale

Intelligenza artificiale e lavoro, quali sono le nuove professioni del futuro? L’AI è destinata ad avere un impatto sul mercato sempre più travolgente. La tecnologia ha cambiato e sta cambiando il mondo del lavoro in maniera dirompente. Alcune professioni diventano obsolete, altre si modificano e altre ancora nascono, andando ad aggiungersi all’elenco di quelle già esistenti.  

É importante conoscere in anticipo quali saranno le professioni più richieste nei prossimi cinque anni per poter fare delle scelte formative più mirate. I cambiamenti introdotti dall’intelligenza artificiale non riguardano solo i laureati in discipline scientifiche, ma anche i laureati in materie come lettere, filosofia e scienze della comunicazione. Anzi, l’AI necessita di molte figure provenienti proprio dal settore umanistico. Quali sono i 5 lavori del futuro? Qui sotto, una guida dettagliata sulle nuove figure nate per impulso dell’intelligenza artificiale.  

Intelligenza artificiale e lavoro: il designer della conversazione

Il conversation designer o designer della conversazione si occupa delle interazioni delle persone con i chatbot, o meglio delle interazioni tra esseri umani e intelligenza artificiale. Queste figure hanno il compito di migliorare le conversazioni in modo da renderle più fluide e simili a quelle umane. Il designer della conversazione inizia con il definire le possibili richieste dei clienti a quel particolare bot (informazioni sul funzionamento di un servizio, risoluzione di un problema ecc.). Individua cioè dei pattern o meglio degli schemi-modelli nelle richieste degli utenti al bot, vale a dire individua le interazioni più comuni, quelle che si presentano con maggiore frequenza. Se il bot è il servizio assistenza di un e-commerce, per esempio, una delle domande più comuni potrebbe riguardare la spedizione o il reso dei prodotti acquistati.

Una volta individuati questi schemi, alimenta l’algoritmo con le risposte a quelle domande e gli insegna ad associare al quesito la risposta giusta. Non solo, pianifica anche il flusso della conversazione così da guidarla verso la risposta corretta. E infine, migliora i dialoghi aggiungendo delle componenti “emotive”. Queste ultime servono a rendere lo scambio il più simile possibile a una vera conversazione umana, in modo che l’utente possa considerare soddisfacente la sua interazione con l’AI.  

Questa figura, legata al binomio intelligenza artificiale lavoro, deve avere prima di tutto delle competenze di scrittura e poi delle capacità tecniche e una certa conoscenza dei meccanismi del machine learning.  

Prompt designer: chi è e cosa fa 

Per capire il ruolo del prompt designer bisogna comprendere, prima di tutto, il significato di prompt. Questo termine deriva dall’inglese to prompt che significa sollecitare. Si tratta semplicemente della richiesta che si fa all’intelligenza artificiale affinché esegua una determinata azione. Il prompt designer è la figura che dà delle istruzioni all’AI in modo da ottenere un certo risultato X. Per risultato desiderato si intende un testo, un’immagine oppure una conversazione. Non solo, il prompt designer è anche colui che valuta la qualità della risposta ottenuta dopo aver elaborato il comando. L’AI, infatti, potrebbe aver dato un risultato che formalmente sembra perfetto ma che, a un’analisi più attenta, potrebbe contenere degli errori. 

Si tratta ovviamente di una professione che necessita di conoscenze tecnologiche, ma anche di competenze inerenti il linguaggio umano. Questa figura dovrebbe essere in grado cioè di mixare nel modo giusto creatività e tecnologia. É senza dubbio uno sbocco professionale molto interessante per giornalisti, scrittori professionali, copywriter e, più in generale, per laureati in materie come lettere, filosofia, sociologia e scienze della comunicazione. 

Artificial Intelligence Ethicist

L’artificial intelligence ethicist è un esperto di etica applicata all’intelligenza artificiale. Il suo compito consiste nello stilare delle linee guida di carattere etico che possano favorire un uso responsabile di questi strumenti. Di solito, lavora come consulente per le aziende e ha una formazione di tipo filosofico. Gli esseri umani sono vittime di una serie di pregiudizi che si riflettono nei comportamenti di ognuno. Questi comportamenti (reazioni social, post, notizie, commenti ecc.) non sono altro che i dati che i sistemi informatici raccolgono e che l’intelligenza artificiale utilizza per elaborare le proprie risposte. L’AI, quindi, è in grado di replicare e amplificare tutti i pregiudizi umani. Per questo motivo la figura dell’artificial intelligence ethicist è fondamentale per far sì che i professionisti alle prese con lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale abbiano un set di linee guida morali da seguire, così da evitare che le applicazioni create replichino tutte le distorsioni umane. 

Data Labeling Specialist

Quando si parla di intelligenza artificiale e lavoro non si può non citare la figura del data labelling specialist. Di chi si tratta? Di un professionista che ha il compito di prendere i dati grezzi e di analizzarli, etichettarli e classificarli, in modo che siano utilizzabili per allenare i sistemi di machine learning. Il lavoro di questo professionista prevede varie fasi:  

  • analizza i requisiti – studia le esigenze di business dell’azienda cliente per capire come etichettare i dati 
  • progetta gli schemi di labelling – definisce i criteri per l’etichettatura, avendo cura che siano coerenti e precisi 
  • etichetta i dati secondo le linee guida che ha definito  
  • controlla la qualità delle etichette e revisiona i dati in modo da poter garantire l’accuratezza del lavoro 
  • monitora i risultati – valuta l’efficacia delle etichette utilizzate e, se necessario, apporta delle modifiche  

 Il data labelling specialist è di solito un ingegnere o un informatico. Tra le competenze richieste, infatti, sono incluse conoscenze di machine learning e abilità nell’utilizzo di tool per l’etichettatura e la classificazione dei dati.  

AI Solution Architect

Quando si parla di futuri lavori legati al mondo dell’Intelligenza artificiale, quello dell’AI solution architect è in cima alla lista. Si tratta, infatti, di una figura fondamentale il cui compito consiste nella definizione, nella progettazione e nella realizzazione dei sistemi di intelligenza artificiale necessari a migliorare i processi aziendali. Nello specifico, un AI solution architect si occupa di:  

  • valutare le esigenze aziendali e sviluppare delle strategie applicative
  • analizzare i requisiti e le specifiche dei sistemi da utilizzare  
  • studiare la fattibilità delle soluzioni approntate e analizzarne i rischi 
  • programmare i sistemi di AI adatti a risolvere le criticità aziendali e a migliorare i processi lavorativi  

 Per capire meglio la funzione di un AI solution architect bisogna entrare nella dinamica lavorativa. Quando progetta una soluzione di AI, questo professionista si pone domande del tipo: come posso sfruttare l’intelligenza artificiale per risolvere questo problema? Quale piattaforma è più adatta a risolvere il problema evidenziato? Come apparirà l’applicazione finale?  

Ovviamente, questi professionisti sono laureati in informatica o in ingegneria informatica e devono avere competenze di machine learning, programmazione e natural language processing (NPL).  

 Il futuro dell’intelligenza artificiale: la formazione 

Per poter sfruttare tutte le occasioni create dall’intelligenza artificiale in campo lavorativo è necessaria una formazione specifica. Oggi, sono a disposizione diversi master post-laurea che garantiscono tutte le conoscenze e le abilità richieste dalle nuove professioni. Unicusano, per esempio, propone il master in intelligenza artificiale per laureati magistrali. Più nello specifico, si tratta di un master di II livello con didattica da remoto in Intelligenza artificiale e blockchain: aspetti tecno-giuridici ed economici. Applicazioni in ambito medico e industriale.  

Il percorso è molto interessante e prevede un approccio teorico-pratico, particolarmente utile per favorire la collocazione lavorativa. Il piano di studi da 60 CFU include materie come matematica essenziale per l’intelligenza artificiale, machine learning, reti neurali artificiali, robotica e domotica, fondamenti tecnici della blockchain, coding essenziale per la costruzione di infrastrutture blockchain e smart contract ecc.  

Credits immagine: Denisismagilov/DepositPhoto.com

I contenuti di questo sito web hanno esclusivamente scopo informativo e si riferiscono alla data 30 Novembre 2023.
I contenuti non intendono sostituire consulenza e informazioni ufficiali che sono reperibili su www.unicusano.it

CHIEDI INFORMAZIONI

icona link