Primula (Primula veris L.)

Famiglia: Primulacee
Altri nomi della Primula :
Conterba siciliana, filadora, fior d’cuch, gialut, pestelaz, premmiveir, primavera odorosa, primaverula, trombete, viola zala, viole giald.
Descrizione:
Pianta erbacea perenne, le foglie sono grandi, ovate e formano una rosetta basale; il fusto misura da 15 a 30 cm e termina in un’ombrella di fiori gialli.
Dove si trova:
Si trova nei prati e nei boschi radi delle montagne d’Europa; successivamente si è diffusa anche in America, nelle regioni a clima temperato.
Parti utilizzate:
La radice, il rizoma (fusto sotterraneo) e i fiori.
Tempo di raccolta e conservazione:
Raccolta: Le radici in autunno, i fiori e le foglie tra marzo e maggio.
Conservazione: Le foglie e le radici si devono utilizzare freschi, le radici si fanno essiccare al sole o in forno e si conservano in vasi di vetro.
Come si coltiva:
Si semina in vaso il seme appena raccolto, perché invecchiando perde gran parte della germinabilità; i vasi vanno lasciati nella semioscurità fino al germoglio, poi devono essere collocati vicino alle finestre ma non al sole. Le giovani piantine si mettono a dimora in aprile e vogliono molta luce, ma non i raggi diretti del sole, e ambiente fresco e molto umido: per questo motivo non è facile coltivare la primula in buona parte del nostro paese, ma solo nelle zone montane che d’inverno non scendono sotto i 5°C e d’estate non superano i 15°C. Il genere Primula comprende ben 500 specie. Oltre alla veris si trovano una ventina di altre specie che vengono coltivate a scopo ornamentale
Principi attivi:
La radice e il rizoma della primula o primavera odorosa sono ricchissime di saponine triterpeniche (5-10%); la più importante è la primulina, a cui la pianta deve la sua proprietà espettorante e mucolitica.
La pianta contiene anche due eterosidi fenolici derivati dall’acido salicilico, la primaverina e la primulaverina, che si trasformano per idrolisi in derivati dell’acido salicilico, le cui virtù analgesiche, antinfiammatorie e antireumatiche sono ben note: infatti si tratta delle stesse virtù che caratterizzano l’aspirina, la quale contiene essenzialmente acido acetilsalicilico, derivato sintetico dell’acido salicilico.
Proprietà:
Le due applicazioni più importanti della radice della primavera odorosa riguardano:
1-Malattie dell’apparato respiratorio in cui sia necessario fluidificare le secrezioni bronchiali per facilitarne l’espulsione: bronchite acuta e cronica, asma bronchiale e broncopolmonite ecc.; la radice è utile anche contro i semplici catarri bronchiali e per calmare gli accessi di tosse. L’azione fluidificante ed espettorante delle saponine della primavera odorosa non è rilevante come quella poligala virginiana, ma è comunque molto utile.
2-Malattie reumatiche, gotta e, per uso esterno, come antinfiammatorio in caso di contusioni, distorsioni e dolori muscolari.
Oltre alla radice, anche i fiori della primavera odorosa contengono flavonoidi e carotene (provitamina A) e si utilizzano in caso di:
3-Emicranie e cefalee, grazie alla loro azione antispasmodica e sedativa, mentre la tisana, per il suo sapore gradevole, è molto indicata per calmare i bambini nervosi o iperattivi.
4-Gotta o litiasi urinaria (calcoli, renella), per la loro azione diuretica e depurativa; vanno assunti insieme ad altre piante diuretiche.
Preparazione e uso:
Uso interno:
In caso di malattie dell’apparato respiratorio, malattie reumatiche e gotta.

Decotto
Si prepara con 30-50 g di radice e/o di rizoma tritato in 1 litro d’acqua e cotto per 15 minuti; se ne prendono 3 o 4 tazze al giorno, calde e dolcificate a piacere con miele.
In caso di emicranie e cefalee, gotta e litiasi urinaria.

Decotto di primula
Bollite per 5 minuti 1 cucchiaio di primula (rizoma essiccato e spezzettato) in 2,5 dl d’acqua. Trascorso questo periodo lasciate riposare 10 minuti, quindi filtrate.
Consumatene 2 tazze al giorno lontano dai pasti per curare le malattie che colpiscono l’apparato respiratorio e in particolar modo bronchiti e asme bronchiali.

Infuso di primula
Mettete 30 g di primula (rizoma essiccato e contuso) in 1 l di acqua bollente e lasciate riposare per mezz’ora. Prendetene 2-3 tazze al giorno come rimedio contro i dolori reumatici

Infuso di primula
Ponete 5 g di primula (foglie e fiori essiccati) a riposare per 15 minuti in 2,5 dl di acqua bollente, quindi filtrate.
Bevetene 1 tazza la sera prima di coricarvi per combattere il mal di testa.

Infuso di primula
Ponete a riposare 20 g di primula (fiori e foglie) in 1 l d’acqua bollente per 10 minuti. Trascorso questo periodo filtrate.
Consumatene 2 tazze al giorno lontano dai pasti in caso di raffreddore.

Tisana di primula
Mettete in infusione 1-2 cucchiaini di foglie di primula sminuzzate in una tazza d’acqua calda.
Deve essere dolcificata, preferibilmente con miele.
E’ un infuso dal gusto lieve e ben gradito ed è la classica bevanda da sorbire nelle ore tarde della giornata.

Uso esterno:
Come antinfiammatorio in caso di contusioni, distorsioni e dolori muscolari.

Decotto di primula
Bollite 50 g di primula (rizoma contuso) in 1 l d’acqua fino a ridurre il liquido a 1/3.
Applicatelo quindi con delle compresse sulle parti che presentano contusioni.

Impacchi
Si fanno con lo stesso decotto preparato per uso interno, ma più concentrato, e si applicano sulla parte colpita.

Notizie e curiosità: 
Primula è una parola latina e significa “la prima”, cioè uno dei primi fiori a comparire in primavera assieme alle margheritine.

La Primula in cucina:
Le foglie della primula si usano sole od assieme ad altri tipi di verdura, in insalata. Classica commistione è quella di lattuga e primula che, mangiata la sera, procurerà un sonno piacevole e naturale. Vengono anche usate in gran quantità nelle minestre. I fiori e le foglie seccate servono per la preparazione di una gradevole tisana calmante.
Ricette:

AVVERTENZA
Raccogliere solo l’indispensabile: in numerose zone la pianta sta infatti divenendo rara per la raccolta indiscrimanata effettuata in passato.

Alcune varietà, che crescono in vaso o nei giardini, hanno le foglie rivestite da peli urticanti che possono provocare irritazioni delle pelle e anche reazioni allergiche.

Soggetti allergici all’olio essenziale possono sviluppare orticarie, eritemi e infiammazioni agli occhi al contatto con la pianta.

Attenzione!

1) Tutte le notizie riportate in questa sezione hanno solo uno scopo informativo. In nessun caso si vuole indurre ad auto-diagnosi o auto-terapia, questo può essere molto pericoloso. Solo un medico può effettuare diagnosi o terapia, per problemi di ordine sanitario rivolgersi al consiglio di un medico.
2) Ricordiamo che la raccolta di gran parte delle piante di questo sito è soggetta alle norme regionali per la protezione della flora spontanea.

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