CULTURA

Raffaello, geniale anche da architetto

Spesso quando si pensa a Raffaello vengono in mente le sue Madonne o le Stanze Vaticane, capolavori assoluti non solo della pittura ma della cultura mondiale. Eppure l’Urbinate fu anche un grande, grandissimo architetto, e non solo perché nel 1514, morto il parente e mentore Donato Bramante, Leone X gli affida la fabbrica di San Pietro, che per secoli sarà il cantiere più importante al mondo.

Proprio come Leonardo e Michelangelo infatti anche il genio di Raffaello non può essere rinchiuso in compartimenti stagni. Già prima del prestigioso incarico petrino infatti il Sanzio riceve diverse commesse architettoniche, molte delle quali purtroppo non ci sono pervenute a causa dello stesso prestigio della loro posizione: sorgevano infatti in gran parte nel rione Borgo, tra la Basilica di San Pietro e Castel Sant’Angelo, e furono quindi abbattute durante i numerosi stravolgimenti urbanistici che interessarono l’area nel corso dei secoli (come nel caso dello straordinario palazzo Branconio dell'Aquila, demolito intorno al 1660 per far posto al colonnato del Bernini).

Anche nelle sue opere pittoriche l’Urbinate è sempre e comunque un “realizzatore di spazi”

Il contributo di Raffaello architetto va però al di là della progettazione e della realizzazione di alcuni edifici: è lui infatti a fissare concetti e modalità del disegno architettonico basato sulla proiezione ortogonale, quale ci è pervenuto fino alla rivoluzione della progettazione al computer. Ed è sempre lui a codificare la classicità, facendone il punto di partenza per l’elaborazione della nuova architettura rinascimentale: fissa ad esempio le caratteristiche degli ordini dorico, ionico, corinzio e composito che tutti abbiamo studiato a scuola. Sempre Raffaello, con il progetto di Villa Madama, fa inoltre rinascere l’antica tradizione della vita in campagna progettando la prima villa pienamente rinascimentale, ponendo allo stesso tempo i fondamenti del giardino all’italiana.


Per approfondire: Raffaello, principe della scienza visuale, di Pietro Greco


Una lezione che in seguito sarà pienamente assorbita, rielaborata e portata in tutto il mondo da Palladio: non è dunque un caso che sia proprio il Museo Palladium ad aver presentato lo scorso 6 aprile – giorno di nascita e di morte del Maestro urbinate – la mostra Raffaello. Nato architetto, curata da studiosi del calibro di Howard Burns (docente emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa), Arnold Nesselrath (Humboldt-Universität di Berlino) e Guido Beltramini (CISA, Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladiodi Vicenza), che vede la collaborazione di numerosi altri studiosi internazionali ed è promossa dal CISA nell’ambito delle iniziative del Comitato Nazionale “Raffaello 1520-2020”.

L’esposizione, aperta fino al 9 luglio, ripercorre venticinque anni della vita del Maestro nel tentativo, sulla scia di un’altra grande mostra tenuta a Roma nel 1984, di dimostrare non solo che il Raffaello architetto non è affatto inferiore al Raffaello pittore, ma che anche nelle sue opere pittoriche l’urbinate è sempre e comunque – per usare parole dei curatori – un “realizzatore di spazi”, tramite un’arte “immersiva” che proietta lo spettatore all’interno dell’opera. Tra le prove addotte non solo affreschi come La scuola di Atene, nelle quale le celeberrime volte fanno riferimento a quelle di San Pietro, ma anche due cartoni per gli arazzi della Cappella Sistina come il “Sacrificio di Listra” e la “Predica di San Paolo ad Atene”, presenti in mostra grazie a riproduzioni ad altissima fedeltà realizzate da Factum Arte di Madrid.


Per approfondire: Raffaello architetto e la Lettera a Papa Leone X di Francesca Boccaletto


A impreziosire il percorso espositivo, realizzato da Andrea Bernard, numerosi disegni originali, fra cui due autografi di Raffaello provenienti dal Royal Institute of British Architects di Londra e dagli Uffizi, taccuini e manoscritti dalla Biblioteca Centrale di Firenze, sculture antiche e libri rinascimentali; fondamentali inoltre, soprattutto per comprendere la bellezza e l’innovatività di progetti oggi perduti, i plastici realizzati da Simone Baldissini. Notevole infine il catalogo scientifico edito da Palladio Museum ed Officina Libraria, che raccoglie gli esiti delle nuove ricerche sulle architetture costruite e dipinte da Raffaello.


SPECIALE 500 anni dalla morte di Raffaello



Raffaello. Nato architetto

A cura di Guido Beltramini, Howard Burns, Arnold Nesselrath

Palladio Museum, Contra' Porti 11, Vicenza
7 aprile - 9 luglio 2023

www.palladiomuseum.org


 

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