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Intervista ad Acori l'allenatore del Rimini

Notizia pubblicata il 23 agosto 2007



Categoria notizia : Fatti Curiosi


Il Tecnico dei Romagnoli punta alla promozione. Partire forte è la ricetta Acori «Il Rimini vuol dare spettacolo» «Ho il vantaggio di lavorare con un gruppo che si conosce già»

QUALCUNO dice che il suo Rimini sia partito troppo forte. Qualcuno dice che il suo Rimini stia perdendo qualche 'gioiello' di troppo. Leonardo Acori non fa una piega, anzi difende i suoi giocatori e i propri metodi di lavoro. Pensa al Bologna, quel Bologna forse più accreditato rispetto al Rimini fra le squadre di prima fascia della serie B, ma che sin qui pare aver convinto molto meno rispetto ai biancorossi.

Sabato al Dall'Ara sarà derby al debutto, sarà una bella sfida anche in panchina fra Acori e Arrigoni con il tecnico cesenate che la passata stagione ha spesso seguito da vicino Ricchiuti e compagni sugli spalti del 'Neri'.

Acori, la preoccupa il fatto che il tecnico del Bologna conosca tutti i particolari del Rimini?
«Ormai come giochiamo lo sanno in molti. Noi stimiamo molto i nostri prossimi avversari e andremo a giocarci quella gara senza nessuna presunzione, ma semplicemente cercando di fare in campo quello che ci riesce meglio».

La Coppa Italia ha già messo in mostra un Rimini in palla. Ma è vero che andate troppo forte per reggere tutta la stagione?«In tanti lo dicono, io da parte mia rispondo che è meglio partire forte. In fase di ritiro abbiamo lavorato tanto, non poco come credono in molti e devo dire che magari per noi è stato anche tutto più semplice per il fatto che gran parte del gruppo è quello della passata stagione. I ragazzi conoscono i nostri metodi di lavoro e la programmazione che viene svolta in preparazione».

Le prove generali per la gara di Bologna il Rimini le ha fatte con un'altra big come il Treviso. Dopo venti minuti quella partita in pratica era già chiusa. Un segnale incoraggiante, non crede?
«Il mio augurio che la squadra possa disputare tante gare così. Erano anni che non vedevo un primo tempo del genere e non soltanto a Rimini. Però nel calcio quello che si è già fatto non conta tanto, conta quello che si farà. Bisogna sapersi confermare e questo è il nostro obiettivo per il campionato. Conosciamo bene le nostre potenzialità».
Facile ricordare quei tre gol con i quali il Rimini 'schiaffeggiò' la passata stagione il Bologna al Dall'Ara.
Pensa già al bis?
«Arrivammo a quella partita in buone condizioni, probabilmente migliori di quelle dei nostri avversari. Giocammo una grande partita, ma dobbiamo dimenticarla. Il Bologna di oggi non è quello di allora. Hanno cambiato molto in difesa, ma anche a centrocampo dove ci sono giocatori di grande qualità».
Come si limita il Bologna?
«Cercando di mettere un freno ai due trequartisti. Se si lasciano giocare troppo Bombardini e Di Gennaro sono guai. Questo sarà il nostro compito. Poi naturalmente dobbiamo pensare a giocare il nostro calcio. Non ho grossi problemi di formazione e sono nettamente migliorate anche le condizioni di Paraschiv».
Il derby estivo fra emiliani e romagnoli si è giocato sui bomber, Moscardelli da una parte, Danilevicius dall'altra. Trattativa di scambio mai andata in porto. Poi la doccia fredda: Moscardelli al Cesena.
«Il nostro primo obiettivo è stato quello di cercare di trattenere tutti i giocatori importanti, naturalmente fra quelli che era possibile trattenere. Con Moscardelli non è stato possibile e ci dispiace perchè abbiamo perso un giocatore importante. Sarà sostituito da un attaccante altrettanto forte. Quelli che sono rimasti, nonostante le richieste importanti, lo hanno fatto volentieri perché a Rimini si sta bene e ci sono degli obiettivi».