La Valdastico nel cassetto: stime, costi e ipotesi progettuali

Un viadotto sulla valle del Leno. Per ora solo un’ipotesi, ma in futuro?

È finalmente di dominio pubblico lo studio di fattibilità dell’autostrada Valdastico che, arrivato in Provincia già a novembre 2019, è stato reso noto solo lo scorso 27 febbraio durante una conferenza stampa organizzata dal gruppo consigliare del Pd. Così, dopo tante ipotesi e supposizioni, nelle quasi 300 pagine di analisi e perizie idrogeologiche, trovano conferma le voci di spesa e i progetti ufficialmente sul tavolo del governatore Fugatti, da sempre sostenitore dell’utilità dell’opera, mentre prontamente si scatenano le reazioni dei tanti contrari ai lavori, ora in possesso di dati concreti da contestare.

Oltre 3 miliardi e 345 milioni il costo stimato dei lavori, con ogni evidenza, come dice lo studio, “soggetti ad un livello di variabilità non ordinario”. Dodici invece gli anni di cantiere previsti, al netto di intoppi burocratici, così come i milioni di metri cubi di roccia e terra che saranno scavati e stoccati in più di 23 ettari di aree tra Rovereto e altri siti trentini e del veronese. Diverse inoltre le ipotesi di cantiere per la realizzazione dell’uscita a Rovereto Sud, dello svincolo a Terragnolo e delle aree tecniche di pertinenza del viadotto San Colombano, per cui sono interessate decine di ettari di territorio da espropriare, ora destinati alla coltivazione di vigneti di pregio.

Il risultato sarebbe quindi un tracciato in grado di collegare direttamente Rovereto alla zona del vicentino, in gran parte composto da gallerie e viadotti, che se da un lato dovrebbe alleggerire la circolazione sulla statale della Valsugana, dall’altro sottoporrà le valli attraversate ad un impatto geologico e ambientale non indifferente, rischiando di intaccare le tante sorgenti e le faglie acquifere incontrate sul percorso.

Proprio sull’aspetto ambientale pone l’accento il PD, che oltre ad accusare il governo provinciale di aver temporeggiato nella presentazione dello studio per opportunismo elettorale, nel documento diffuso sottolinea i numerosi rischi indicati dagli esperti, sia di carattere idrogeologico che tecnico-strutturali.

Allo stesso modo si è espresso il presidente del WWF del Trentino Aaron Iemma, che ha definito il progetto come “praticamente da buttare”, e l’opera inutile, “che non ha alcun altro fine se non la speculazione”.

Su come la pensino nei comuni interessati non ci sono grossi dubbi dopo la “balotazione” svolta a novembre, il sistema di partecipazione popolare tradizionale delle Valli del Leno con il quale i cittadini di Terragnolo, Trambileno e Vallarsa si sono nettamente espressi contro la realizzazione dell’autostrada.

Di fronte alle voci contrarie e ai rischi evidenziati dallo studio è arrivata quindi anche la replica della Provincia, che in una nota precisa: “Il progetto diffuso negli scorsi giorni, non ha ancora valenza definitiva circa alcuni tratti del percorso e le soluzioni infrastrutturali che presenterà sul territorio trentino. (…) È volontà della Provincia autonoma di Trento garantire l’adeguata pubblicità una volta che il tracciato avrà il consenso dei soggetti interessati, nel rispetto dei criteri di trasparenza e attendibilità”.

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